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Ivanishvili, al potere il miliardario anti-Saakashvili

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Ivanishvili, al potere il miliardario anti-Saakashvili

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Sarà primo ministro per due anni come sostiene? Bidzina Ivanishvili cui l’anno scorso il presidente Saakashvili aveva tolto la nazionalità georgiana prima di fare dietrofront, vince le legislative alla guida di una coalizione chiamata “sogno georgiano”, aperta a molteplici gruppi d’opposizione che da anni criticano il governo.

Quando entra in politica, nel 2011, Ivanishvili coglie tutti di sorpresa visto essendo uno sconosciuto in questo campo. Chi è quest’uomo che si è fatto costruire da un architetto giapponese una casa futurista sulle alture di Tiblisi, vicino al palazzo presidenziale?

E’ l’uomo più ricco del Paese, il centocinquantatreesimo del mondo. Si stima che abbia una ricchezza di cinque miliardi di euro.
Nato povero in un paesino georgiano, si trasferisce in Russia negli anni ottanta. Approfitta delle opportunità offerte dalla perestroika per fare fortuna, in particolare alla guida di una grande banca.

Dopo l’ascesa di Putin al potere, nel 2002 lascia la Russia e si sposta in Francia dove ottiene la nazionalità. Un anno dopo in Georgia scoppia la rivoluzione delle rose, con alla guida il giovane Michail Saakhashvili che spodesta Shevernadze. Ivanishvili era tornato nel Paese poco prima. Dopo l’elezione di Saakhashvili, dice di aver agito dietro le quinte della politica.

Sostiene in particolare di aver finanziato le grandi riforme portate avanti dopo la rivoluzione, la riforma della polizia, dell’esercito, dice di aver pagato gli stipendi degli alti funzionari e di aver investito in totale poco più di un miliardo di euro in Georgia. Affermazioni che Saakhashvili definisce stupidaggini.

La diffusione da parte di una delle sue tv del filmato sui torture e gli stupri sui carcerati, due settimane prima del voto, ha influenzato l’opinione pubblica, provocando un’ondata di collera verso il regime sempre più considerato autoritario.

Ivanishvili sostiene di voler restare non più di due anni al potere, perché non ama la politica. Vuole gestire il Paese come il suo villaggio natale che finanzia regolarmente. Su questioni come l’Europa e la Nato resta vago. Quanto a chi lo critica per i suoi legami con Mosca, risponde di aver venduto tutti i suoi beni in Russia, ma allo stesso tempo stabilisce come priorità ripristinare le relazioni economiche con quel Paese.