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Georgia: una mano alle urne, l'altra al portafoglio

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Georgia: una mano alle urne, l'altra al portafoglio

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La politica economica, per un Paese che soffre di una disoccupazione al 15%, potrebbe essere il crinale sul quale si giocheranno le elezioni di oggi.

La linea del Presidente Saakashvili e la guerra del 2008 hanno fatto cadere il Paese in un isolamento crescente. Isolamento che aggrava la situazione economica di Tiblisi.

“I georgiani si rendono conto di non avere salari adeguati, di non avere lavoro, di non avere uno stato sociale appropriato” spiega Paata Sheshelidze, analista economico. “Quindi la principale recriminazione riguarda un’insufficiente redistribuzione della ricchezza”.

Che ora lo sfidante di Saakashvili, Ivanishvili, abbia una ricchezza superiore all’intero prodotto interno lordo della Georgia deve apparire un po’ paradossale al cittadino medio georgiano…

“Mi aspetto lavoro per tutti, a partire dai giovani” dice un’abitante della capitale. “E poi un sistema sanitario decente per tutti quanti”.

Stando ai dati dell’istituto statistico georgiano, lo stipendio medio nel 2011 era di 720 lari, l’equivalente di 340 euro al mese.