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Germania: l'episcopato esclude i fedeli non in regola, polemiche

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Germania: l'episcopato esclude i fedeli non in regola, polemiche

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“Non si può essere cattolici a metà”: lo stabilisce il verdetto della Corte Amministrativa Federale di Lipsia, che dà ragione ai vescovi.
Risale al 20 settembre un decreto con il quale i vertici della Chiesa tedesca avevano stabilito che chi non paga l’imposta per la religione non può essere considerato membro della Chiesa. Un noto teologo aveva fatto ricorso, e l’ha perso.

L’associazione “Noi siamo la Chiesa” però non sente ragioni: “Già nel 2006, il Consiglio per l’interpretazione della legge aveva chiaramente stabilito che l’uscita dall’istituzione pubblica non implica alcuna rinuncia al credo religioso. Ed è una differenza molto importante. I vescovi non possono dire che stando alla legge tedesca l’uscita dalla Chiesa significa uscita dalla comunità dei credenti”.

Il dibattito però resta aperto: per molti la questione è abbastanza ovvia, non si può essere dentro e fuori allo stesso tempo:
“Chi non capisce la connessione tra religione e solidarietà ha già lasciato la Chiesa. Non posso capire chi lascia la Chiesa per non pagare la tassa. Se sono credente, se faccio parte di questo club, la Chiesa, allora devo contribuire e impegnarmi”.

In Germania si paga fino al 9% di tasse in più per finanziare la propria Chiesa di appartenenza. La questione riguarda anche ebrei e protestanti, ma questi hanno assunto posizioni meno radicali dell’episcopato tedesco, ammettendo comunque ai sacramenti – ma non agli incarichi di Chiesa – i fedeli che decidano di non pagare la tassa.