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L'Iran passa al contrattacco diplomatico all'Onu

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L'Iran passa al contrattacco diplomatico all'Onu

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Il giorno dopo quella che è stata definita la Bibi Bomb, il disegno della bomba degli ayatollah presentato dal premier israeliano Netanyahu davanti all’Assemblea Generale. Per il ministro degli esteri iraniano Ali Ahbar Salehi una minaccia quella degli israeliani che sminuisce persino il ruolo dell’Onu: “Il consiglio di sicurezza deve smetterla di usare pretesti per ingerire degli affari di uno stato sovrano. Meglio farebbe invece a usare le responsabilità che gli competono, ad agire contro quelle nazioni che utilizzano ciberterrorismo e sabotaggi contro installazioni nucleari civili o che uccidono scienziati di altri paesi”.
Il riferimento era alla serie di scienziati legati al programma nucleare iraniano, morti in circostanze misteriose nei mesi scorsi.
L’asse Washington-Tel Aviv sembra saldo sotto elezioni, ma mentre gli americani ritengono che ci sia ancora margine di manovra per far pressione sul Teheran, Israele vuole agire. Secondo il politologo Charles Kupchan gli Stati Uniti si piegheranno alle richieste israeliane se le cose non dovessero cambiare: “Obama ha detto che un Iran potenza nucleare è inaccettabile. Se non ci saranno passi avanti sul programma militare iraniano entro l’inizio del 2013 credo che la possibilità di un attacco USA contro Teheran sia molto elevato”.
E quanto questo rischio sia elevato lo si vede in queste settimane in Israele dove sembra che il paese si stia preparando alla guerra. Vengono distribuite razioni di emergenza e maschere antigas e gli israeliani sanno cosa significa. Per loro, almeno da questi segnali, la guerra sembra vicina.