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La Francia presenta una finanziaria all'insegna del rigore

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La Francia presenta una finanziaria all'insegna del rigore

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La Francia presenta la finanziaria più dura degli ultimi 30 anni, e si appresta a fare stringere la cinghia a un Paese poco abituato al rigore. François Hollande punta a tenere il passo della Germania alla guida dell’Europa. Il compito del presidente socialista – già di suo in calo nei sondaggi – si preannuncia però difficile: l’economia non brilla e la disoccupazione è a livelli record.

“Equilibrare il bilancio del governo è il primo passo verso il miglioramento del tasso di crescita in Francia – dice Christopher Bickerton, professore associato di Relazioni internazionali a Scienze politiche di Parigi -. Tuttavia il rischio è grande. Può accadere che proprio nel tentativo di ridurre la spesa pubblica e ritornare a un bilancio in pari si crei un impatto negativo sulla crescita. E se la crescita cala, il deficit aumenta e non si riuscirà a pareggiare. Dunque il governo si prende un rischio, ma è calcolato”.

Trenta i miliardi previsti, 20 in nuove tasse e 10 di tagli nel pubblico. Lo scopo – non tutti sono convinti che Parigi lo raggiungerà – è quello di riportare il deficit dall’attuale 4,5 al 3 percento il prossimo anno, in vista del pareggio di bilancio auspicato per il 2017. “Credo che il governo francese abbia poche aspettative per le prospettive di crescita del 2012 – dice Tobias Blattner, economista di Daiwa Capital Markets-. Credo però che la Francia, nonostante questo, riuscirà a centrare l’obiettivo del 3 percento di deficit per il prossimo anno”.

Anche alla luce di una crescita zero nel secondo trimestre del 2012, l’obiettivo è ambizioso, non tutti sembrano condividere questo ottimismo. A iniziare dai disoccupati, un nutrito esercito che si è ingrossato fino a oltre il 10 percento, un record mai toccato in tredici anni.