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I bilanci 2013 anti-crisi di Francia e Spagna

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I bilanci 2013 anti-crisi di Francia e Spagna

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A un giorno di distanza l’una dall’altra Spagna e Francia, rispettivamente quarta e seconda economia della zona euro, hanno presentato i loro bilanci per il 2013.

Che soluzioni propongono da un lato il governo conservatore di Mariano Rajoy e dall’altro quello socialista di Jean-Marc Ayrault? In che modo pensano di far uscire i rispettivi Paesi dalla crisi, che è economica, ma anche politica e sociale?

La Spagna nel 2013 punta a recuperare 39 miliardi di euro per riportare il deficit al 4,5 per cento del pil. Nel 2012 il deficit dovrebbe attestarsi al 6,3.

Diversi dati macroeconomici rischiano tuttavia di ostacolare questi progetti. Il Paese resta in recessione: -1,5 per cento per quest’anno e -0,5 per il 2013. Il tasso di disoccupazione, il più elevato dell’Unione Europea, dovrebbe diminuire solo di qualche decimo, dal 24,6 per cento al 24,3.

Per raggiungere tali obiettivi, Madrid ha proposto un piano di 43 riforme tra cui : – la creazione di un’autorità di bilancio indipendente per monitorare la spesa: – una serie di tagli: le spese dei ministeri saranno ridotte dell’8,9 per cento per risparmiare circa quattro miliardi di euro, i salari dei funzionari sono bloccati per il terzo anno consecutivo;
-l’IVA viene ulteriormente aumentata.

In Francia, venerdì, il governo ha presentato la legge di bilancio che nel 2013 punta a far entrare nelle casse dello Stato 37 miliardi di euro. Obiettivo: riportare il deficit pubblico al tre per cento previsto dai trattati europei, quando nel 2012 ha raggiunto il 4,5.

Le previsioni ufficiali di crescita sono positive: +0,8% per il 2013, mentre per quest’anno è solo dello 0,3 per cento. Ma numerosi economisti sono persuasi che l’enorme debito, 89,9 per cento del pil quest’anno e 91,3 per cento l’anno prossimo rischi di far precipitare la crescita.

Il consiglio dei ministri evita la parola “austerità”, ma la destra come la sinistra radicale non sono convinte. Mentre introduce ulteriori tasse per 20 miliardi di euro su privati e imprese, lo Stato s’impegna a ridurre le sue spese solo di dieci miliardi.

Gli analisti sono d’accordo: il bilancio 2013 rappresenta una svolta per i due Paesi di fronte alla crisi.