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Finanziaria di rigore per la Francia

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Finanziaria di rigore per la Francia

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La Francia presenta la finanziaria più dura degli ultimi 30 anni, e si appresta a fare stringere la cinghia a un Paese poco abituato al rigore. François Hollande punta a tenere il passo della Germania alla guida dell’Europa. Il compito del Presidente socialista – già di suo in calo nei sondaggi – si preannuncia però difficile: l’economia non brilla e la disoccupazione è a livelli record.

“In questa Europa dove l’orientamento sta cambiando, la Francia ha un ruolo particolare da giocare – ha dichiarato il premier Jean-Marc Ayrault -. Lo ha giocato con il Presidente della Repubblica dal giorno in cui è entrato in carica e continuerà a giocarlo. La legge di bilancio è un atto politico di primo piano, un atto di fiducia, un atto di mobilitazione”.

Trenta i miliardi previsti, 20 in nuove tasse e 10 di tagli alla spesa pubblica. Il ministro dell’Economia Pierre Moscovici ha affermato che il debito pubblico della Francia ha raggiunto un livello critico, una minaccia alla crescita. L’opposizione incalza: “È una finanziaria che provocherà una recessione nel nostro Paese – dice Valerie Pecresse, dell’UMP -. Le tasse colpiranno le aziende che non investiranno più e che non creeranno più posti di lavoro. Colpiranno i nuclei famigliari che non consumeranno più e che di conseguenza porteranno a un blocco nella creazione di posti di lavoro”.

Lo scopo della manovra è quello di riportare il deficit dall’attuale 4,5 al 3 percento il prossimo anno, in vista del pareggio di bilancio auspicato per il 2017. Un obiettivo ambizioso, anche alla luce di una crescita zero nel secondo trimestre del 2012 e di un nutrito esercito di disoccupati che si è ingrossato fino a oltre il 10 percento, un record mai toccato in tredici anni.