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Europarlamento, tempo per una sede unica?

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Europarlamento, tempo per una sede unica?

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E’ uno dei simboli della riconciliazione post bellica. La sede del Parlamento europeo di Strasburgo è stata eretta proprio accanto a dove sorgevano i confini dello scontro tra due nemici storici: Francia e Germania. E’ il segno della pace e della volontà franco-tedesca di essere il motore dell’Unione europea. Ma si tratta anche di un edificio estremamente costoso. Si stima che per la sede del Parlamento europeo di Strasburgo si spendano ogni anno circa 200 milioni di euro per il mantenimento, ma anche per la trasferta mensile degli oltre 700 parlamentari e dei loro staff da Bruxelles. Si tratta di quello che viene definito in ergo: il circo itinerante.

Ma in tempo di bilanci ristretti, aumentano le voci di chi chiede che vengano ridotti gli sprechi. Il Governo francese insiste che le due sedi sono previste dai Trattati che istituiscono l’Unione europea.

Alcuni temono che riaprire le discussioni sui Trattati equivalga ad aprire il vaso di Pandora, rinfiammando conflitti istituzionali mai sopiti. Per altri, invece, la chiusura della sede di Strasburgo potrebbe essere visto come un gesto di solidarietà verso i pesanti tagli di bilancio dei Paesi, e aiuterebbe a combattere l’immagine di un’Europa sprecona.

Connessi con noi in questa puntata di The Network, Rainer Wieland, vice Presidente del Parlamento europeo e membro del Ppe a favore della sede di Strasburgo; Edward McMillian-Scott, anche lui vice Presidente del Parlamento europeo e membro del gruppo Alde. E’ anche Presidente della campagna “Una sede unica”. Da Londra Jonathan Isaby direttore di Tax Payer Alliance, a favore di un’unica sede del Parlamento a Bruxelles.