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Divisioni in Israele sulla guerra contro l'Iran

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Divisioni in Israele sulla guerra contro l'Iran

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Da qualche mese viene annunciata come imminente, ma Israele lancerà davvero una guerra contro l’Iran? Lo Stato ebraico non ha il sostegno di Washington e afferma che potrebbe agire da solo. Quanto è reale quest’avvertimento?

Benjamin Netanyahu martella l’opinione pubblica con l’argomento che l’Iran potrebbe essere in grado di fabbricare l’arma nucleare entro sei mesi.

“Il mondo dice a Israele, aspetta c‘è ancora tempo. E io dico, aspettare cosa? aspettare fino a quando?”, dice Netanyahu. “Coloro che, nella comunità internazionale, rifiutano di porre linee rosse all’Iran non hanno il diritto morale di fissare linee rosse per Israele”.

Una dichiarazione che ha ulteriormente incrinato le relazioni tra Tel Aviv e Washington. Subito dopo la Casa Bianca ha fatto sapere che il presidente Obama non avrebbe incontrato il primo ministro israeliano a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu. E Netanyahu ha manifestato il suo sostegno a Mitt Romney.

Gli Stati Uniti ritengono che Israele non prenderà questa decisione unilaterale e che la via diplomatica sia ancora percorribile.

Tuttavia Netanyahu ha fatto capire diverse volte che se necessario Israele agirà da solo. Ma si levano sempre più voci contrarie a un tale intervento, anche in seno al governo. Il partito ultraortodosso Shas non lo sostiene e anche Ehud Barak sembra esitare.

Tra la popolazione le autorità hanno distribuito maschere anti-gas e sottoposto a test il sistema di allerta via sms, ma sei israeliani su dieci sono contrari a un attacco senza il sostegno degli statunitensi. Un gruppo pacifista manifesta regolarmente di fronte all’abitazione del ministro della Difesa.

Su internet la campagna lanciata da un grafico israeliano, “Israel loves Iran” ha avuto un grande successo. E gli iraniani hanno risposto con messaggi di amicizia e contro la guerra. Un’altra iniziativa è stata lanciata dal presidente israeliano Shimon Peres.

Con un video rivolto alle giovani generazioni, il premio Nobel per la Pace, ha lanciato la sua pagina Facebook. Se su un eventuale attacco ci sono divergenze anche nello Stato maggiore e nei servizi segreti, l’ultima decisione spetta a Netanyahu, mentre manca un anno dalle elezioni.