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Eads-Bae: avanti a piccoli passi

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Eads-Bae: avanti a piccoli passi

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Il progetto di fusione tra Eads, holding di controllo di Airbus, e Bae Systems va avanti a piccoli passi, vista l’importanza della posta in gioco. Francia e Germania hanno già espresso non poche reticenze ad un piano che, una volta concluso, vedrebbe affievolita la sovranità su un settore chiave come quello dell’aereospaziale.
Secondo il numero uno di Eads, il tedesco Tom Enders a Berlino per un’audizione della commissione eocnomica del Bundestag, il progetto è di creare una società internazionalei n grado di attirare nuovi investitori e ci sono molti esempi che dimostrano che in questo settore le società di questa dimensione non hanno bisogno di un coinvolgimento dello stato.

Se la fusione verrà realizzata Parigi e Berlino verranno dotate dall’assemblea generale di una golden share che prevede che nessun azionista possa superare la soglia del 15% del capitale, con una maggioranza di europei nel consiglio d’amministrazione. L’obiettivo è di evitare un controllo al di fuori dello stato nazionale e proteggere gli interessi legati alla difesa. Per Londra ineve nulla cambia in quanto Bae Systems è detenuta nella sua totalità da investitori istituzionali.
La fine del patto franco tedesco manderebbe in frantumi il diritto di veto che hanno i rispettivi governi sulle decisioni strategiche di Eads.