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Ungheria: in 15 alla sbarra per il fango tossico

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Ungheria: in 15 alla sbarra per il fango tossico

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Quindici accusati alla sbarra in Ungheria nel processo per il disastro ambientale dell’ottobre del 2010.

I dirigenti della MAL, azienda che produce alluminio, devono rispondere del serbatoio esploso e del fango tossico che ne fuoriuscì.

I testimoni parlano del fiume rosso che invase i villaggi, devastò le abitazioni e uccise dieci persone nell’ovest del paese.

Oltre 500 soccorritori fuorno mobilitati per far fronte all’emergenza ed evitare che la melma rossa raggiungesse gli affluenti del Danubio.

Una miscela altamente tossica di metalli pesanti, come piombo, cadmio, arsenico e cromo, che sterminò la vegetazione e mise a rischio anche le falde freatiche.

Nel 2011, a Kolontar e Devecser, due dei villaggi colpiti, le case sono state ricostruite.

Una sola resta com’era, il segno del fango rosso alto sui muri a futura memoria.