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I traumi dei bimbi siriani in un rapporto di Save the children

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I traumi dei bimbi siriani in un rapporto di Save the children

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Hanno visto sgozzare parenti e amici, nel corpo e nella mente i segni di quelle violenze, viste e troppo spesso anche subite.

Un rapporto choc di Save the children racconta dei bambini siriani, vittime della guerra civile che da oltre un anno e mezzo scuote il paese.

Da Zaatari, campo profughi giordano, le loro testimonianze, non verificabili, ma simili alle tante storie già raccolte dalle Nazioni Unite e dalle Ong.

Hassan seguiva un corteo funebre quando sono arrivati i missili: “Quando siamo andati alla moschea”, racconta il quattordicenne, “abbiamo visto decine di corpi”.

Negli occhi di Nur, nove anni, le bombe che hanno distrutto il suo quartiere:“Ci hanno attaccato con l’artiglieria, i missili, i carri armati, di tutto”, racconta Nur, “Gli aerei hanno fatto cadere gli esplosivi. Ci hanno bombardato”.

Al sicuro nelle tende giordane, Ali, 12 anni, non può dimenticare, basta il rombo di un aereo a metterlo in allarme: “Non riuscivo a sopportare di vedere la casa in cui sono stati uccisi i miei cugini”, spiega, “Ogni volta che sento i bombardamenti, ho paura e penso ai miei cugini”.

Save the children fornisce loro sostegno psicologico e ha chiesto alle Nazioni Unite di aumentare la presenza sul territorio, in maniera da documentare e non dimenticare le storie dell’infanzia ai tempi della guerra.