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Bielorussia, scrutinio-truffa interroga l'Ue su efficacia sanzioni

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Bielorussia, scrutinio-truffa interroga l'Ue su efficacia sanzioni

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Le immagini di Alexander Lukashenko che entra al seggio elettorale accompagnato dal figlio Kolya hanno illustrato l’ennesima elezione truffa in Bielorussia. Il giudizio dell’Unione europea è senza appello.

“Queste elezioni rappresentano un’altra opportunità mancata per la Bielorussia”, ha dichiarato Maja Kocijancic, portavoce dell’Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione Catherine Ashton, aggiungendo: “Sollecitiamo le autorità di Minsk a osservare gli standard internazionali e a rispettare la democrazia e i diritti umani”.

Ma gli arresti degli oppositori politici e i brogli che hanno macchiato lo scrutinio sono anche la conferma indiretta che la politica delle sanzioni, condotta finora dall’Unione europea, non ha dato i risultati sperati. Maja Kocijancic: “In passato ci sono stati miglioramenti. E infatti le sanzioni sono state sospese per qualche anno, ma poi sono state reintrodotte e rafforzate dopo i brogli elettorali del 2010”.

Il presidente del Parlamento europeo Shultz ha auspicato che l’Unione riesca ad adottare una strategia efficace per fare pressione su Minsk, evitando ricadute punitive per la popolazione bielorussa.

Da dieci anni l’Unione europea ha adottato sanzioni contro Minsk. Ne abbiamo parlato con Olga Stuzhinskaya, direttrice del think tank con sede a Bruxelles Office for Democratic Belarus.

Olga Stuzhinskaya: Gli strumenti a disposizione dell’Unione europea sono molto limitati perché manca un elemento centrale: le autorità bielorusse non hanno alcuna intenzione di seguire i dettami europei. Per questo motivo, l’Unione può fare ben poco. Nel breve periodo, prevarrà lo status quo. Questo significa che, se Minsk non intende rilasciare i prigionieri politici, l’Europa resterà sulle proprie posizioni. Credo però che l’Europa non dovrebbe sospendere i contatti con la società bielorussa perché anche in quel paese c‘è un reale interesse per le riforme, come dimostra il rapporto dell’istituto bielorusso di studi strategici. Iniziative europee già avviate come come il dialogo sulla modernizzazione devono continuare.

Natalia Richardson, euronews: Il dialogo europeo per la modernizzazione è un’iniziativa non riconosciuta da Minsk. Come può continuare?

Stuzhinskaya: Il problema è che, in origine, quell’iniziativa era stata aperta solo a un esiguo numero di esperti, rappresentanti della società civile e oppositori politici. Credo e spero che le autorità bielorusse comincino a interessarsi a questo dialogo perché in fondo anche loro capiscono che alcune riforme sono necessarie.

euronews: Come giudicherebbe l’idea di una diplomazia segreta? Ad esempio, se l’Unione europea stesse segretamente negoziando con Lukashenko, promettendo concessioni in cambio di riforme democratiche?

Stuzhinskaya: Preferisco un processo trasparente. Mi pare che la posizione dell’Unione europea sia piuttosto chiara, ed è una posizione etica, fondata su valori. La condizione preliminare è corretta: prima di tutto, Minsk deve liberare tutti i prigionieri politici.

euronews: Il Parlamento europeo propone il boicottaggio del campionato mondiale di Hockey su ghiaccio che si terrà in Bielorussia nel 2014. Ma questo non danneggerebbe anche la popolazione civile?

Stuzhinskaya: Bisogna essere molto precisi quando si definisce l’obiettivo delle sanzioni. Ad esempio, occorre chiedersi da dove provenga il denaro speso per costruire le infrastrutture per il campionato. La prospettiva di un isolamento della società bielorussa naturalmente mi preoccupa. Voglio anche ricordare la questione dei visti. I cittadini bielorussi hanno poche opportunità di ottenere un visto Schengen, eppure pagano spese di 60 euro. Da un lato, capisco che l’accordo sulla semplificazione del regime dei visti e sulla riammissione è stato negoziato con il governo. Ciononostante, credo che, in aggiunta ai passi avanti compiuti da alcuni stati europei, bisogna fare di più per facilitare il regime dei visti.

euronews: Pensa che Minsk nutra un qualche interesse per la politica europea di vicinato?

Stuzhinskaya: Sono contenta che la maggior parte dei cittadini bielorussi sia interessata alle riforme e al programma di vicinato. Ma bisogna riconoscere che la partecipazione a questo programma è bloccata al più alto livello politico. Lo stesso discorso vale per la partnership orientale. Anche in questo caso la Bielorussia è stata coinvolta ma non ha partecipato. E, dopo queste ultime elezioni, le cose non cambieranno.