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La Bielorussia al voto, ma per l'opposzione e la comunità internazionale è una farsa

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La Bielorussia al voto, ma per l'opposzione e la comunità internazionale è una farsa

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La Bielorussia al voto per eleggere i 110 membri del Parlamento, un’istituzione che negli ultimi 4 anni ha presentato appena tre proposte di legge. Aleksandr Lukashenko, da 18 anni presidente-padrone di questo paese, ha votato questa mattina accompagnato dal figlio in cabina elettorale. Il paese è blindato e a molti giornlalisti stranieri sono stati negati i visti per coprire l’evento senza contare quelli arrestati venerdì per aver cercato di raccontare una manifestazione dell’opposizione.
Malgrado i richiami al boicottaggio nessuno si fa illusioni su quello che sarà l’esito delle elezioni che rincorfermeranno il partito di Lukashenko al potere. Il presidente che gli americani hanno definito l’ultimo dittatore d’Europa. In tanti non si recheranno nemmeno alle urne. “Lo so che ci sono le elezioni”, dice un uomo, “ma tutto è stato già deciso. A chi e quanto voti andranno. È certo che quei deputati che si presentano per la seconda verranno certamente eletti”.
Le ultime presidenziali, quasi due anni fa, portarono alla rielezione di Lukashenko per un quarto mandato, a proteste di piazza senza precedenti, a centinaia di arresti seguiti da numerosi processi e condanne. Forse anche per questo stavolta, le proteste sembrano molto ridimensionate e quando ci sono, non c‘è quasi nessuno a raccontarle.

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