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La Francia frena le manifestazioni contro il film anti-Islam

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La Francia frena le manifestazioni contro il film anti-Islam

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Una settimana dopo la grande protesta contro il film anti-Islam e le caricature di Charlie Hebdo, le autorità hanno soffocato ogni velleità di manifestare in Francia. Il ministro dell’Interno Manuel Valls aveva promesso grande fermezza e la presenza delle forze dell’ordine nelle città dell’Esagono – a iniziare da Parigi – è stata massiccia. A Marsiglia c’era una sola persona a manifestare, circondata da una sessantina di poliziotti in assetto anti-sommossa.

Nonostante gli appelli circolati sui social network a scendere in piazza, i musulmani in Francia – che ospita la più grande comunità islamica d’Europa – sembrano avere accolto l’appello dei leader religiosi. “Dai social network vengono lanciati inviti a manifestare – dice un fedele -. C‘è un po’ di paura, non lo si può negare, dunque abbiamo cercato di calmare il più possibile le acque”. Anche il rettore della Grande Moschea di Parigi aveva invitato alla calma: “Quella di oggi è una dimostrazione di maturità e di responsabilità”.

Sul fronte giudiziario, un giovane di 24 anni è stato condannato a cinque mesi di carcere in relazione alla manifestazione non autorizzata di sabato scorso davanti all’ambasciata statunitense di Parigi, mentre un uomo accusato di aver minacciato a morte il direttore del settimanale Charlie Hebdo è stato fermato.