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Morti e feriti in Pakistan nella protesta contro il film anti-Islam

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Morti e feriti in Pakistan nella protesta contro il film anti-Islam

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Il Pakistan insorge in un venerdì di protesta contro il film anti-Islam. A Peshawar l’autista della troupe di una televisione locale è morto nel corso di scontri tra manifestanti e polizia. Numerosi anche i feriti. Nella città nordoccidentale sono anche stati dati alle fiamme due cinema.

Washington ha annunciato di avere acquistato spazi pubblicitari su canali televisivi del Pakistan per diffondere spot – inclusa una dichiarazione di Barack Obama – con lo scopo di placare la collera dei musulmani: “Sin dalla fondazione, gli Stati Uniti sono sempre stati una nazione che rispetta tutte le confessioni – ha detto il Presidente -. Respingiamo ogni tentativo di denigrare il credo religioso altrui. Non vi è alcuna giustificazione per questo tipo di violenza senza senso. Alcuna”.

Il governo di Islamabad aveva indetto per questo venerdì di preghiera una “giornata di devozione per il Profeta”. Molti dei partiti che hanno sostenuto la protesta si oppongono all’alleanza del Pakistan – potenza nucleare a maggioranza musulmana – con gli Stati Uniti, dove il film ritenuto blasfemo è stato prodotto.