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Vertice Ue-Cina: tensioni commerciali e voglia di investimenti

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Vertice Ue-Cina: tensioni commerciali e voglia di investimenti

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Al quindicesimo vertice sino-europeo, Pechino ha chiesto a Bruxelles la fine dell’embargo sulle armi, imposto dopo la violenta repressione dell’89.

E ha reclamato inoltre lo status di economia di mercato, che sarà comunque suo nel 2016, finito il periodo di attesa dopo la sua integrazione nell’Organizzazione mondiale del commercio.

L’Unione europea è la prima destinazione delle merci cinesi e, a sua volta, secondo fornitore della Cina.

“Negli ultimi 10 anni il nostro scambio di merci è aumentato del 280 per cento, il commercio dei servizi del 380 per cento, il nostro investimento diretto in Cina del 290 per cento”, ha elencato José Manuel Durão Barroso, presidente della Commissione europea, “Le sinergie e le complementarità tra le nostre economie hanno dato buoni risultati”.

Se da un lato l’Unione spera che la Cina continui a investire nell’eurozona in crisi, dall’altro solo pochi giorni fa le ha dichiarato guerra sul fotovoltaico, accusandola di dumping in questo e molti altri settori.

Restano poi le divergenze politiche, sulla Siria ma anche sui diritti umani.