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Ue-Cina: gli aiuti, la cooperazione e le divergenze

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Ue-Cina: gli aiuti, la cooperazione e le divergenze

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Tra sfide commerciali e promesse reciproche, si è chiuso il quindicesimo vertice sino-europeo.

Pechino ha ha annunciato che continuerà ad aiutare la zona euro in crisi e si è detta pronta anche a un accordo per ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

Ma ha chiesto a Bruxelles la fine dell’embargo sulle armi, in vigore dall’89, e lo status di economia di mercato.

A snocciolare le cifre di una proficua cooperazione, il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso: “Negli ultimi 10 anni lo scambio di merci è aumentato del 280 per cento, nei servizi del 380 per cento, il nostro investimento diretto in Cina del 290 per cento. Le sinergie e le complementarità tra le nostre economie hanno dato buoni risultati”.

Ma, per bocca del primo ministro Wen Jiabao, l’Unione incassa la conferma più importante: la Cina continuerà ad acquistare bond del debito sovrano dei paesi europei, emessi dal fondo salva stati.

A inquinare l’intesa e i sorrisi, le accuse a Pechino di dumping e le divergenze politiche, sulla Siria ma anche sui diritti umani.