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OGM: aumentano il rischio di sviluppare tumori?

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OGM: aumentano il rischio di sviluppare tumori?

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L’immagine di un topo da laboratorio, nutrito con OGM prodotti dal gigante statunitense Monsanto, sta facendo il giro del mondo. Si tratta di una femmina e il tumore mammario che ha sviluppato è enorme. Per due anni ricercatori francesi dell’università di Caen hanno nutrito duecento cavie con mais, transgenico o meno, trattato con Roundup l’erbicida più usato al mondo. I risultati a cui sono giunti preoccupano: un tasso di mortalità molto più elevato e un’incidenza tumorale raddoppiata o addirittura triplicata.

Così il dottor Spiroux co-autore dello studio e presidente del comitato CRIIGEN che l’ha guidato:
“I test regolamentari vengono effettuati su un periodo di tre mesi e le grandi patologie, prima fra tutte il decesso, arrivano dal quarto mese. Il che significa che i test regolamentari di tre mesi sono inefficaci per stabilire l’impatto sulla salute di un trattamento OGM o di un’alimentazione OGM prolungata durante la vita”.

Lo studio ha suscitato clamore ma anche perplessità in altri ambiti scientifici. Gli ecologisti però chiedono provvedimenti immediati.

“Abbiamo fatto una grande sciocchezza – sostiene Corrine Lepage, deputato europeo e presidente fondatrice di Criigen – e spero che le cose cambieranno. Ho chiesto ai 27 ministri dei Paesi membri e al Commissario europeo per la salute Dalli che vengano introdotti studi di due anni su tutti gli OGM consumati in Europa”.

La guerra tra ecologisti da una parte e industriali e autorità europee dall’altra dura da diversi anni. Nel 2010, stanca di questa battaglia, la Commissione europea ha optato per un compromesso: conservare per sè il diritto di autorizzare la produzione e l’importazione di OGM ma lasciare agli Stati la possibilità di una moratoria.

Il 98% della superficie mondiale coltivata ad OGM, circa 160 milioni d’ettari, è concentrata in dieci Paesi. In cima alla classifica gli Stati Uniti, seguiti dal Brasile. In Europa soltanto otto Paesi su 27 coltivano prodotti geneticamente modificati come il mais MON810 e la patata Amflora. In Spagna e Portogallo il 90% delle colture transgeniche europee.

Altri Paesi, come l’Italia in cui l’agricoltura biologica sta riscuotendo sempre maggiore successo, hanno deciso di valersi della moratoria. Lo studio francese sarà passato al vaglio dall’Agenzia europea per la sicurezza degli alimenti. E Bruxelles ha promesso di trarne le debite conseguenze.