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Marikana diventa un simbolo. Rivolte nelle miniere del Sudafrica

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Marikana diventa un simbolo. Rivolte nelle miniere del Sudafrica

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La battaglia vittoriosa per l’aumento del salario dei minatori di Marikana, sta facendo proseliti in Sudafrica.

La rivolta si sta estendendo a numerose miniere nel Paese.

La polizia ha disperso con gas lacrimogeni e proiettili di gomma decine di manifestanti presso la miniera di Rustenburg, di proprietà dell’Amplat, il primo produttore di platino al mondo. Almeno 22 persone sono state arrestate.

“Non rientremo al lavoro fino a quando non saremo ascoltati”, dice un lavoratore.

I minatori avevano già incrociato le braccia la scorsa settimana. Erano tornati al lavoro martedì, anche se con qualche defezione.

Ma le scene di gioia a Marikana, dopo che la Lonmin, la società proprietaria della miniera, aveva concesso un aumento dei salari fino al 22%, hanno riacceso la rabbia nel resto del Paese.

L’accordo è stato raggiunto dopo sei mesi di proteste e oltre quaranta morti. Il culmine delle tensioni si è avuto con la strage compiuta dalla polizia il 16 agosto, che ha sparato contro i manifestanti.

Insieme ai minatori di Marikana ha festeggiato anche la Lonmin in borsa. Alla notizia dell’accordo le azioni del gruppo sono salite oltre la soglia del 9%.