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Indiani in piazza contro l'arrivo della grande distribuzione straniera

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Indiani in piazza contro l'arrivo della grande distribuzione straniera

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Serrata dei negozianti indiani contro l’apertura alla grande distribuzione straniera e l’aumento dei prezzi dei carburanti, decisi dal governo del premier Manmohan Singh per dare nuovo impulso all’economia.

Sciopero generale nelle principali metropoli: botteghe chiuse, sospesi i trasporti pubblici, bloccate alcune linee ferroviarie nel nord.

I sindacati si aspettano di portare in piazza almeno 50 milioni di persone.

“I partiti di sinistra continueranno la loro lotta visto che il governo ha detto sì a investimenti esteri nel settore della vendita al dettaglio e deciso l’aumento del prezzo del diesel”, spiega Arun Kumar Mishra che aderisce alla protesta, “Il disinvestimento nel settore pubblico è in corso. Il governo ha preso la decisione da solo, senza consultare il parlamento”.

Il commercio al dettaglio fa vivere milioni di indiani; l’arrivo degli investimenti stranieri è percepito come una grave minaccia.

In polemica con la riforma, un partito del West Bengala ha abbandonato ieri la coalizione di maggioranza di Sonia Gandhi, che per governare deve ora trovare altri alleati.