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Siria: i bombardamenti del regime sembrano privilegiare obiettivi civili

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Siria: i bombardamenti del regime sembrano privilegiare obiettivi civili

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Ad Aleppo sulle roccaforti dei ribelli i bombardamenti sono regolari, incessanti.

Secondo Amnesty International i civili sembrano essere vittime di una punizione da parte del regime, visto il numero crescente di case, scuole e ospedali colpiti.

La loro colpa: aver accettato di stare sotto il controllo delle forze di opposizione.

“Hanno colpito le nostre case con tre missili. Abbiamo lasciato le nostre abitazioni e non riusciamo a trovare del pane. Cosa vuole che dica: che Allah mi protegga”, dice un residente.

Una donna racconta: “Mio figlio ha bisogno di una trasfusione una volta al mese. L’inverno sta arrivando, cosa faremo? Spero possano trovare una soluzione, è dura qui”.

Secondo le organizzazioni per i diritti umani 18 mesi di guerra civile hanno ucciso almeno 23mila persone, molti di loro sono civili. Gli obiettivi più facili, inermi.

Il nostro inviato Farouk Atig si stava dirigendo verso l’ospedale di Aleppo, dove era stato domenica. Ma si è dovuto fermare: pochi minuti prima del suo passaggio, due bombe sono esplose formando due grossi crateri. A cinque metri dall’ospedale.

Più in là alcuni bambini guardano la loro scuola ridotta ad un cumulo di macerie.

“In Siria l’anno scolastico è cominciato”, racconta il nostro inviato, “Ma la maggior parte degli istituti di Aleppo sono rimasti chiusi. Molti sono andati distrutti. Nel frattempo le bombe non cessano di piovere sulla seconda città del Paese”.