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Georgia: proteste contro torture in prigione, a pochi giorni da elezioni

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Georgia: proteste contro torture in prigione, a pochi giorni da elezioni

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Le torture sui detenuti del carcere di Tbilisi scatenano nuove proteste in Georgia. Migliaia di persone hanno affollato le strade della capitale. Chiedono le dimissioni dei ministri dell’Interno e della Giustizia.

Secondo il governo i filmati, diffusi a meno di due settimane dalle elezioni, potrebbero far parte di una manovra politica. Lo ritiene anche il membro di una ong. “Per molti anni diverse organizzazioni che non erano motivate politicamente hanno sollevato questo problema, continuamente, ma non hanno ricevuto risposte adeguate da parte del governo”, sostiene Eka Gigauri, direttore esecutivo di Transparency international Georgia. “Ora questi filmati potrebbero essere stati diffusi dall’opposizione o da gente affiliata all’opposizione”.

Il ministro incaricato della gestione delle prigioni si è dimesso, dieci persone tra cui il capo del carcere di Tbilisi sono state arrestate. Il presidente Saakashvili intende riorganizzare il sistema penitenziario.
“Chi era responsabile del sistema carcerario e non ha impedito che venissero commesse tali atrocità sarà rimosso e chi ha compiuto tali crimini, ve lo prometto, passerà lunghi anni in carcere”, ha detto Saakashvili.

I filmati mostrano detenuti picchiati e violentati dalle guardie. Sono stati diffusi anche da canali televisivi del miliardario Ivanishvili del partito di opposizione “sogno georgiano”. Secondo la procura, potrebbero averli ottenuti versando denaro a dei secondini.