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Cina-Ue, futuri imprenditori studiano per superare barriere culturali

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Cina-Ue, futuri imprenditori studiano per superare barriere culturali

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C’era una volta Chinatown, prima cioè che il made in China invadesse il mondo. Le relazioni commerciali che l’Unione europea intrattiene con Pechino, seppure ancora frenate da contrasti e diffidenza reciproca, sono in continua espansione. Di questo si parlerà giovedì a Bruxelles, in occasione del quindicesimo vertice Cina-Ue. Un’occasione per fare il punto sull’interesse crescente che la Cina riveste per gli europei e vice-versa.

La nostra corrispondente da Bruxelles, Isabel Marques Da Silva: “Un segnale del rafforzamento delle relazioni tra l’Unione europea e la Cina è il flusso di studenti in entrambe le direzioni. In Belgio, gli studenti universitari cinesi sono 2300. Dal canto loro, molti giovani europei vogliono imparare a lavorare con la Cina”.

Quest’anno, la scuola di management di Anversa, in Belgio, ha inaugurato un master in business per studenti europei e cinesi. La prima cosa da imparare è come superare le barriere culturali. A questo fine, alcuni corsi si tengono a Shanghai.

Guilan Yang, studentessa: “Prima di venire qui, ho lavorato come insegnante di lingua cinese per due anni e ho visto quanto siano frequenti i malintesi dovuti a differenze culturali. Bisogna sapersi adattare”.

Bhupinder Bedi, studente: “L’esempio di McDonald’s è illuminante: vendono carne di manzo in Europa, ma non in India. Bisogna tenere conto di queste diversità se si vuole espandere il proprio giro di affari in altri mercati”.

Secondo il direttore del corso di studi, Haiyan Zhang, la Cina sta cambiando il proprio modello di sviluppo e questo potrà creare nuove opportunità di business: “Prima la Cina puntava la sua crescita economica solo sull’export, oggi invece ha cominciato a prendere in considerazione il problema della sostenibilità. In settori come l’urbanizzazione, la Cina sta già cooperando con l’Europa”.

Il rapporto con Pechino è spesso incrinato da accuse di protezionismo. Ultimo casus belli, l’indagine anti-dumping sulle esportazioni di pannelli solari cinesi. Anche di questo si parlerà al vertice di Bruxelles.