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Rushdie: oggi i "Versi satanici" impubblicabili

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Rushdie: oggi i "Versi satanici" impubblicabili

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Oggi i “Versi satanici” sarebbero impubblicabili. Parola di Salman Rushdie, lo scrittore che gli ayatollah iraniani condannarono a morte per blasfemia nel 1988.

Una vita da braccato raccontata nel libro ‘Joseph Anton’, il nome dietro al quale si nascose in Gran Bretagna.

Memorie che escono in un momento delicato, con l’Islam in collera per il film anti-Maometto.

“La libertà di parola, di espressione è quella libertà senza la quale tutte le altre scompaiono. È il fondamento, la base di una società aperta. Scendere a compromessi è compromettere qualcosa di molto importante per il tipo di società in cui abbiamo tutti il privilegio di vivere”, afferma lo scrittore, “Letteratura, pittura, opere intellettuali scritte nelle università: sono tutte nel mirino di diversi gruppi religiosi e gli stati non vi si oppongono”.

E proprio mentre la taglia che ancora pende su di lui supera i tre milioni di dollari, Rushdie afferma che ‘‘qualcosa nel mondo musulmano è andato in un verso terribilmente sbagliato’‘.