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I partiti integralisti islamici cavalcano le proteste contro il film anti-Islam. L'Europa teme il contagio

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I partiti integralisti islamici cavalcano le proteste contro il film anti-Islam. L'Europa teme il contagio

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Ha rischiato davvero di degenerare la situazione a Tunisi davanti alla moschea al Fatah dov’era asserragliato il leader salafita Abou Iyadh.

L’uomo aveva organizzato le proteste violente contro il film anti-islam e chiesto le dimissioni di membri del governo. La polizia ha circondato la moschea, ma Iyadh, protetto dai suoi seguaci, è riuscito a sfuggire fra le maglie delle forze dell’ordine. I partiti islamici più estremisti hanno sfruttato le proteste diffuse nei paesi musulmani per cavalcarle. Come ha fatto Hassan Nasrallah in Libano. Il leader di Hezbollah ha infiammato la folla. Stesse scene in diverse città del Pakistan.

a Karachi per il quarto giorno consecutivo, migliaia di manifestanti hanno cercato di marciare verso il consolato Usa costringendo le forze dell’ordine a intervenire con l’uso della forza. Il governo ha schierato i corpi speciali per fermare il corteo. E ora c‘è il timore che le proteste possano attecchire in Europa.

In Germania la cancelliera Angela Merkel si è detta contraria alle proiezioni pubbliche del film “l’Innocenza dei Musulmani”. Mentre la Germania ha respinto alla frontiera il pastore integralista Terry Jones invitato da un gruppuscolo di estrema destra a una di queste proiezioni.