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Apple contro Samsung, lo scontro tra giganti nemici-amici

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Apple contro Samsung, lo scontro tra giganti nemici-amici

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Si fronteggiano in una cinquantina di processi davanti a decine di giudici di mezzo mondo. La battaglia nei tribunali tra Apple e Samsung è come questi due colossi della tecnologia: gigantesca.

“È incredibile. C’erano già stati scontri internazionali, ma mai di queste dimensioni” afferma Cyrille Amar, avvocato esperto di tutela dei brevetti allo studio parigino Lavoix.

Ognuno accusa l’altro di aver violato brevetti, perfino di aver copiato la caratteristica forma rettangolare con angoli smussati.

Ad agosto Samsung si è vista infliggere una multa da 1 miliardo di dollari da un tribunale americano, principalmente per motivi estetici.

“Penso – sostiene Amar – ci sia una vera volontà di Apple di proteggere ciò che la distingue dai concorrenti. Samsung ha mostrato di volersi mettere in scia al suo concorrente, proponendo dei prodotti che somigliano terribilmente all’iPhone”.

Ma il blogger, esperto di tecnologia Xavier Studer pone dei dubbi su questa guerra di brevetti: “Possiamo dire che si tratti di imitazioni? È vero che alcuni modelli Samsung possono essere stati un po’ più differenziati. Ciò detto, si tratta di Smartphone. La forma è sempre più o meno la stessa”.

Per comprendere questa feroce competizione, diamo un’occhiata alle cifre. Samsung è numero uno nelle vendite di smartphone, con il 32% del mercato, davanti ad Apple che ne controlla il 17 per cento. I ruoli si invertono, con un netto vantaggio della mela morsicata, per quanto riguarda i tablet: 68% contro 10 per cento. La tentazione di portare la competizione dal terreno commerciale a quello giuridico è forte.

“Non è altro – ipotizza Amar – che uno strumento al servizio della strategia commerciale. Cercano di arrivare in tribunale a compromessi che non sono riusciti a raggiungere prima”.

Lo scopo è, dunque, indebolire il rivale. Ma non troppo. Apple e Samsung sono anche partner: il gruppo di Cupertino acquista componenti per miliardi di dollari da quello coreano. Tanto da risultarne il primo cliente.

“Apple e Samsung – spiega Studer – non hanno alcun interesse a vedere una sparire l’altra, perché effettivamente Apple è il miglior cliente di Samsung. E Samsung fa una buona parte del suo fatturato grazie ad Apple. Naturalmente cercano di prevalere l’una sull’altra, ma hanno anche bisogno l’una dell’altra”.

In questa guerra senza vincitori né vinti, a rimetterci rischia di essere il consumatore, come esemplifica l’avvocato Amar: “Il costo delle licenze per questi prodotti diventa sempre più esorbitante. Nel 2010 Apple ha chiesto a Samsung 30 dollari per ogni telefono con sistema Android venduto”.

L’epilogo di questa saga, dunque, più che nei tribunali rischia di aver luogo nei portafogli degli acquirenti.

E i due colossi continuano a lanciare nuovi prodotti sul mercato. Samsung ha lanciato di recente a Berlino il suo Galaxy Note II. Un maxismartphone dotato di S Pen, una penna elettronica che consente grande precisione sullo schermo 16:9. Che è più stretto, ma più lungo della precedente versione: 14 centimetri.

Anche il nuovo iPhone 5 ha uno schermo in 16:9 e più grande, anche se l’ultimo nato a Cupertino è più sottile e ha un design più leggero. L’appuntamento con questo nuovo modello è forse il più importante dal 2007, quando fu lanciata la prima versione del “melafonino”.