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Una pioggia di fuoco si è scaricata sulla città di Aleppo in Siria e il conto lo hanno pagato soprattutto i civili. Almeno 50 sarebbero i morti nel paese questo lunedì. Una cifra molto alta ma inferiore ai 150, quasi tutti civili, morti domenica.

I ribelli sono asserragliati nelle città e i bombardamenti delle forze lealiste non fanno distinzione fra abitazioni di civili e roccaforti ribelli.

Come se non bastasse la guerra sembra si stia parcellizzando. Non solo governo contro ribelli dunque, ma anche infiltrazioni di militanti jihadisti nelle forze anti-Assad, che stanno formando brigate indipendenti. Senza dimenticare i gruppi di autodifesa di cristiani e drusi e i fenomeni di banditismo che si vanno moltiplicando in tutto il territorio. A dirlo il presidente della commissione d’inchiesta dell’Onu sulla Siria Paulo Pinheiro.

E l’accusa di infiltrazioni terroriste sembra ammessa anche da Damasco che ha accusato la Turchia di consentire a migliaia di terroristi di entrare in Siria. Il tutto nell’impasse della diplomazia internazionale malgrado la riunione, lunedì sera al Cairo, di esponenti dei paesi dell’area con l’inviato Onu Lakdar Brahimi.

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