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Venti di guerra soffiano fra Cina e Giappone


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Venti di guerra soffiano fra Cina e Giappone

Migliaia di persone hanno circondato l’ambasciata nipponica a Pechino gridando slogan minacciosi e lanciando di tutto. Tema del contendere ancora le isole Diaou-Senkaku, territorio disabitato, ma ricco di materie prime e rivendicato da Cina, Giappone, che le amministra, e Taiwan. Non solo Pechino, ma un po’ tutti i consolati nipponici e i beni dei cittadini giapponesi nel paese sono sotto attacco della folla. Il sentimento popolare è bene espresso da questa ragazza secondo cui solo la guerra è la soluzione per dirimere la controversia. Gli attacchi hanno raggiunto una tale virulenza che il premier Yoshikiro Noda ha chiesto che Pechino abbassi i toni e difenda i giapponesi presenti sul proprio territorio e i loro interessi. Nel tentativo di evitare provocazioni Tokio era ricorsa a un escamotage: un fermo biologico per la pesca che autorizzava i giapponesi a respingere ogni peschereccio o nave da guerra che avesse incrociato al largo delle Senkaku. La misura è scaduta sabato e ben sei navi cinesi sono passate vicino alle isole in un atto provocatorio senza precedenti. Gesti del genere potrebbero continuare in un’escalation che non accenna a diminuire e che potrebbe davvero portare alla guerra fra i due paesi se le violenze hanno attecchito persino in distretti ricchi come Shenzen che fa da sempre ottimi affari di import export con Tokio.

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