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Israele: fra sei mesi Teheran vicino alla prima bomba atomica

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Israele: fra sei mesi Teheran vicino alla prima bomba atomica

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Consentire a Teheran di avere una bomba atomica è un rischio che il mondo intero non si può permettere. A dirlo, in un’intervista a un canale statunitense, il premier israeliano Beniamin Netanyhau che ha citato informazioni dei servizi segreti: “Fra circa sei mesi l’Iran sarà in possesso del 90% dell’uranio arricchito per mettere a punto una bomba atomica. Dobbiamo porre un limite e fermarli prima che sia troppo tardi”.
Non una dichiarazione di guerra, ma poco ci manca anche se, su di un canale israeliano, Amos Gilad alto responsabile del ministero della Difesa, ha parzialmente corretto il tiro affermando che un attacco unilaterale contro Teheran non è all’ordine del giorno. Un modo per non innervosire Washington alle prese con il rush finale prima delle presidenziali di novembre.

L’Iran, dal canto suo non sembra avere alcuna fretta di riprendere i colloqui con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. L’Aiea, appena giovedì, aveva condannato nuovamente l’attitudine di Teheran a non permettere agli ispettori di controllare gli impianti, né di fermare il suo programma di arricchimento dell’uranio, con una risoluzione. Solo Cuba si era opposta.