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Migliaia in strada. L'autunno caldo di Vladimir Putin

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Migliaia in strada. L'autunno caldo di Vladimir Putin

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Ripresa autunnale delle proteste anti-Putin in diverse citta russe ma è guerra di cifre fra polizia e organizzatori. A Mosca, ad esempio, i dimostranti hanno parlato di almeno 100.000 persone scese in strada. Chiedevano elezioni anticipate a quattro mesi dal ritorno del presidente Vladimir Putin alla guida del Cremlino. Erano 14.000 secondo le autorità. Sembra obiettiva la stima di 60.000 partecipanti. La richiesta di nuove elezioni la spiega Boris Nemtsov leader dell’opposizione: “Vogliamo cacciare questi ladri al potere e nuove consultazioni. Hanno cercato di farci paura con infiltrati, ma non ha funzionato”.

Erano 7000 gli agenti dispiegati nella capitale russa e c’erano anche tantissimi volti noti come Gennadi Gudkov, ex parlamentare appena cacciato dalla Duma per interesse privato in atto pubblico. Per altri solo perché scomodo a Putin: “Il governo è spaventato. Usa il bastone e la carota, ma noi faremo pressioni perché cominci a discutere”.

La risposta del Cremlino però, non si è fatta attendere. un altro leader dell’opposizione, Sergei Udaltsov e un manipolo di attivisti, sono stati arrestati in serata per manifestazione non autorizzata poco dopo le 22 appena scaduto il permesso rilasciato dalle autorità.

L’esecutivo ha bollato queste proteste come manifestazioni di una minoranza, ma molti tagli orizzontali del governo, ad esempio nella scuola, stanno coagulando fra di loro le varie anime dell’opposizione.

Da Mosca a San Pietroburgo, dove i partecipanti erano appena duemila, altre manifestazioni si sono tenute nel paese, ma nessuna ha raggiunto l’ampiezza di quella nella capitale.

Il Cremlino ha bollato queste proteste come manifestazioni di una minoranza, ma molti tagli orizzontali del governo, ad esempio nella scuola, stanno coagulando fra di loro le varie anime dell’opposizione e per Vladimir Putin questa stagione potrebbe rivelarsi più calda del previsto.