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Al Quaeda chiede altri attacchi contro le ambasciate americane

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Al Quaeda chiede altri attacchi contro le ambasciate americane

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Non solo offese provocate da un brutto film che offende il profeta Maometto dunque. Dietro all’assalto al consolato americano di Bengazi in Libia ci sarebbe quasi certamente la vendetta per l’assassinio mirato, in estate, in Pakistan, di Abou Yahia al Libi, luogotenente di al Quaida nella regione. Ormai lo confermano quasi tutti i siti che gravitano attorno all’organizzazione del defunto Osama bin Laden, così come è chiaro che nell’attacco erano presenti combattenti stranieri, non libici.

La morte dell’ambasciatore Christopher Stevens e di altri tre uomini nell’attacco armato ha provocato schock in America. l’evento ha scompaginato la campagna elettorale e spinto il presidente Barack Obama a mostrare i muscoli anche per zittire le critiche del suo avversario repubblicano Mitt Romney.

“Piangiamo la morte dei nostri concittadini”, ha detto Obama, “ma vogliamo mandare un messaggio chiaro al mondo. Non daremo tregua a chi uccide i nostri connazionali. Li prenderemo e nessuno potrà fermarci”.

La protesta anti-Usa però dilaga e le due navi da guerra che Washington ha mandato in Libia potrebbero non bastare. Il personale non idnipsensabile è stato fatto rientrare da molte sedi e la sicurezza rinforzata dappertutto.

La morte di un uomo del dialogo col mondo musulmano come Christoper Stevens è stata un durissimo colpo per Wasjington e ancora una volta le falle mostrate dall’intelligence USA hanno avuto conseguenze che potrebbero essere fatali per la Casa Bianca a ridosso delle elezioni presidenziali di novembre.