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Il Papa in Libano incontra i Cristiani del Medio Oriente

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Il Papa in Libano incontra i Cristiani del Medio Oriente

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Un viaggio “sotto il segno della pace”. E’ cosi’ che il Papa comincia la visita pastorale in Libano, tre giorni- in una fase particolarmente
delicata- al centro di un groviglio di fedi, etnie e tensioni. Benedetto XVI, a un passo dalla guerra civile siriana, circondato da centinaia di migliaia di profughi, intende promuovere la tolleranza ed inviare un messaggio di speranza ai Cristiani del Medio Oriente, che, vessati da intimidazioni ed attacchi, abbandonano la regione.

Sbarcati a Beirut i religiosi delle diverse chiese cristiane attendono con impazienza l’incontro con il Santo padre.

Elias Chakkour, vescovo palestinese
“Ci piace venire in Libano perchè è un paese ospitale con noi e con Sua Santità. Siamo qui con un gruppo di sacerdoti di Haifa e della Terra Santa.”

Soheil Khoury, sacerdote giordano
“Vogliamo condividere con il Papa la sua missione in Libano, sostenendolo con la nostra presenza. E’ un evento storico che riguarda l’intero Medio Oriente, che ritroverà fiducia grazie al suo messaggio di pace e speranza”

Giovanni Paolo II, nella sua visita in Libano nel 1997, definì il Libano un “messaggio”. Certo é un caso unico nel Medio Oriente: l’ architettura istituzionale del paese garantisce diritti alle diverse componenti religiose e ci sono esponenti cristiani nel Governo. Tredici le comunita’ cristiane, la piu’ importante quella maronita, cui per legge appartiene il Capo di Stato libanese. Maroniti che prima della guerra civile erano la comunità principale e che oggi sono meno di un milione e assai meno influenti.

Attualmente restano in Medio Oriente tra i 13 e i 15 milioni di Cristiani.

In Libano sono 1,6 milioni pari al 35% della populazione, erano il 51% nel 1932

In Siria sono circa 1 milione, il 15% della popolazione

In Egitto si calcola siano circa 8 milioni, il 10% del la popolazione

In Irak erano 1 milione e mezzo, il 5% della popolazione prima del 2003.

Dopo l’intervento americano circa 550 mila cristiani caldei hanno lasciato il paese, un esodo passato sotto silenzio. Una fuga dalla violenza islamista e dalla povertà verso Europa, Turchia e Stati Uniti.

Situazione che adesso si sta ripronendo in Siria, dove i Cristiani sono minacciati dai ribelli con l’accusa di sostenere il regime. Dal marzo 2011, il 90 % dei Cristiani di Homs sarebbero stati espulsi.