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Film blasfemo, la rivolta dell'Islam contro gli Usa

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Film blasfemo, la rivolta dell'Islam contro gli Usa

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Dalle preghiere e i cortei alla guerriglia urbana, non si calma la collera dell’Islam contro Washington, scatenata dal video che on line offende Maometto.

Al Cairo continuano gli scontri, i feriti si contano a decine. I Fratelli musulmani invitano alla calma e annullano ogni mobilitazione, mentre un muro viene eretto per proteggere l’ambasciata statunitense.

“Il film non giustifica quello che è successo. Abbiamo altri modi per protestare”, afferma un egiziano, “Non dobbiamo bruciare le auto della polizia. Non dobbiamo distruggere la nostra proprietà e sprecare i nostri soldi in quel modo”.

“Tutto ma non Maometto”, avvertono gli yemeniti in piazza a Sanaa. Dopo i quattro morti di ieri, la polizia è intervenuta sparando in aria. A colpi di idranti e lacrimogeni cerca di disperdere i manifestanti, troppo vicini alla sede diplomatica degli Stati Uniti.

“Siamo qui per difendere il nostro profeta”, spiega un manifestante, “ma soprattutto contro gli Stati Uniti che non hanno fatto nulla per punire colui che è all’origine del film anti-Islam”.

“Non c‘è libertà quando si offende un miliardo di musulmani”, scandiscono in Iraq migliaia di persone.

La mobilitazione più importante a Bassora, nel sud.
Un corteo sorprendentemente pacifico, dopo la minaccia di colpire gli interessi statunitensi nel mondo, proferita ieri dagli estremisti islamici.