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Film anti-islam: venerdì di protesta, ambasciate Usa sotto assedio

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Film anti-islam: venerdì di protesta, ambasciate Usa sotto assedio

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Il presidente egiziano Mohamed Morsi fa appello alla calma, mentre il Cairo si prepara a un venerdì di protesta contro il film che irride Maometto prodotto negli Stati Uniti. Oltre 220 i feriti negli scontri davanti all’ambasciata americana tra polizia e manifestanti.

In Libia, quattro persone sono state arrestate per l’assalto al consolato statunitense di Bengasi, in cui sono morti l’ambasciatore e altri tre funzionari. Nel frattempo l’amministrazione Obama allerta l’esercito e cerca di placare gli animi:

“Per noi e per me personalmente, questo video è disgustoso e riprovevole – le parole del Segretario di Stato Hillary Clinton – Il governo degli Stati Uniti non ha nulla a che fare con questo video. Respingiamo nel modo più assoluto il suo contenuto e il suo messaggio. L’impegno dell’America alla tolleranza religiosa risale agli albori della nostra nazione”.

Ma la protesta divampa nel mondo islamico: è di quattro morti il bilancio degli scontri davanti all’ambasciata statunitense a Sanaa, in Yemen e nuove manifestazioni sono attese anche in Kuwait e Palestina, mentre in Pakistan è stata bloccata la visione del film su youtube.

Intanto negli stati Uniti, il presunto regista del film, Chris Stevens, è stato messo sotto protezione dalla polizia di Los Angeles.