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Divampa la protesta per il video antiislam

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Divampa la protesta per il video antiislam

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Divampa nel mondo musulmano la collera innescata dalla diffusione di un video on line che denigra il profeta Maometto. Manifestazioni antiamericane si sono moltiplicate in molti paesi di fede islamica, dall’Egitto allo Yemen, dall’Irak al Bangladesh.

Dovunque c‘è allerta. Soprattutto in Afghanistan dove si temono violenti disordini.

Uno dei generali della Nato in una conferenza stampa ha confermato l’emergenza.

Roger Noble: “Abbiamo dato una risposta immediataalla violenza che stanno vivendo molti paesi. Abbiamo allertato subito le forze ISAF e la comunità internazionale e abbiamo parlato con la forza di sicurezza nazionale afgana in merito al rischio di un’escalation nei prossimi giorni “

Non è la prima volta che i musulmani protestano in seguito a provocazioni contro l’Islam. Proprio in Afghanistan lo scorso febbraio scontri e disordini avevano causato la morte di 36 persone dopo la rivelazione che soldati americani avevano bruciato oltre 300 copie del Corano nella prigione di Bagram.

E prima ancora l’affare Terry Jones, nel 2011. Pastore in una piccola congregazione in Florida, aveva organizzato la “Giornata internazionale del giudizio sul Corano” finita con il rogo degli esemplari del testo sacro ai musulmani.
Pochi giorni dopo migliaia di manifestanti attaccarono una base ONU a Mazar el Sharif, nel nord dell’Afghanistan provocando la morte di sette membri dell’organizzazione internazione.

Ma gli incidenti piu’ gravi si sono verificati nel 2005, con la vicenda delle caricature di Maometto. Una dozzina di disegni, pubblicati su una rivista danese poi ripresi da altri media di mezzo mondo provocarono un sisma sia sul piano diplomatico che sociale.
Anche in quel caso nei disordini che seguirono vi furono decine di vittime.
Sette anni piu’ tardi un altro episodio rinfocola la tensione.