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Paesi bassi: verso un governo liberal-laburista?

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Paesi bassi: verso un governo liberal-laburista?

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Una notte di festa per celebrare la vittoria alle legislative anticipate. E ora Mark Rutte, unico premier a vedersi riconfermato in piena crisi, dà il via alle trattative con i partner della futura coalizione.
 
I liberali hanno fretta ma l’esperienza insegna che i negoziati potrebbero durare settimane. 
 
“Sono ovviamente molto felice che il mio partito sia il numero uno”, commenta Mark Rutte, “Ed è anche una grande responsabilità essere all’altezza delle aspettative dei nostri elettori. Ma adesso dobbiamo concentrarci sulla formazione, il più presto possibile, di un governo stabile”.
 
E per arrivarci, la via obbligata è trattare con l’altro vincitore di questa tornata elettorale, il laburista Diederik Samsom.
 
Entrambi filo-Europa, rafforzati dalla batosta elettorale degli euroscettici di destra e di sinistra.
 
La loro preponderanza in parlamento è una buona notizia per la cancelliera tedesca Angela Merkel, anch’essa in campagna elettorale:  “In Germania la situazione non è molto diversa da quella dei Paesi Bassi, dove gli elettori hanno votato chiaramente in favore dell’integrazione europea, anche se in modo pragmatico”, spiega l’analista Adriaan Schout, “Noi non sosterremo la Grecia costi quel che costi, ma ci sarà flessibilità”.
 
La futura coalizione dovrà mediare tra il rigore tedesco preferito da Rutte e la crescita, privilegiata da Samsom.
 
L’Aja potrebbe andare su binari propri, né con Berlino, né con Parigi.