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Paesi Bassi: il profilo atipico di Diederik Samsom

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Paesi Bassi: il profilo atipico di Diederik Samsom

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Giovane, mediatico, ecologista, europeista.

Un profilo atipico, Diederik Samsom, 41 anni, deputato dal 2003 e dal marzo scorso leader del partito laburista olandese, il Pvda, eletto con il 54 per cento dei consensi.

Appena quindici giorni fa Samsom aveva sorpreso tutti, superando nelle previsioni di voto l’altro candidato di sinistra, Emile Roemer, rappresentante del partito socialista che era il favorito per diventare primo ministro.
Le eccellenti doti di oratore lo hanno favorito negli ultimi dibattiti televisivi, permettendogli una clamorosa rimonta nei sondaggi.

Figlio di un medico, Samsom è da tempo quello che si definisce un uomo impegnato. Vegetariano, ateo, ex attivista di Greenpeace, è finito in carcere una decina di volte arrestato dalla polizia durante azioni di protesta a difesa dell’ambiente.

Piu’ volte ha dichiarato che proprio il suo stile di vita e la sua famiglia, con una bambina diversamente abile, l’hanno convinto ad entrare in politica.

All’epoca del disastro nucleare di Chernobyl aveva 15 anni.
Ebbene, quell’incidente lo ha segnato a tal punto, ha detto, da portarlo a diventare prima studente di fisica nucleare e poi a lavorare sei anni per Greenpeace.

Grazie alla vivace dialettica, Samsom si distingue come un politico che non teme il confronto e che entusiasma le platee. Cosi’, il salto dalla posizione di direttore di una società specializzata in energia verde ai seggi parlamentari e’ stato piu’ che soddisfacente.

Per la prima volta nei Paesi Bassi,la campagna elettorale è stata incentrata sulla crisi del debito in Europa. Come il suo rivale Mark Rutte, Samsom è un europeista convinto. Ma se Rutte sposa il rigore della cancelliera Merkel, Samsom critica l’austerity adottata dal Governo olandese ed è piu’ vicino a François Hollande ed a una strategia di sviluppo.

“ Le politiche di austerity degli ultimi due anni non funzionano. Noi abbiamo bisogno di crescita in Europa e di un euro forte” ha dichiarato Samsom.

A una settimana dal voto, il 47 per cento degli elettori lo volevano Primo Ministro, contro il 42 per cento che gli preferiva il premier liberale uscente Mark Rutte.

Uno scenario che se dovesse confermarsi darà ai Paesi Bassi un’esecutivo di coalizione tra liberali e laburisti.