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I tanti interrogativi sul film scandalo anti-Islam

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I tanti interrogativi sul film scandalo anti-Islam

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È mistero sul film “The innocence of muslism”, 14 minuti di una pellicola di pessima qualità che mette in cattiva luce il profeta Maometto e ha fatto indignare i musulmani di mezzo mondo.

Molti gli interrogativi sul produuttore, forse un egiziano copto, e su chi abbia messo on line la versione araba del film alla vigilia dell’11 settembre.

Dubbi sullo stesso regista dal nome e dalla nazionalità oscuri. Tale Sam Bassiel, uno pseudonimo, afferma il suo portavoce :

“L’ho incontrato due volte”, dice dalla California Steven Klein, consulente del regista, “Non so da quale paese provenga, so che non è un ebreo israeliano. Posso solo immaginare che abbia agito per proteggere la sua famiglia che è tornata in Medio Oriente”.

Al telefono, terrorizzato, il regista avrebbe negato ogni responsabilità.

“Se io parlo con voi di questo film, voi uscite di qui e uccidete qualcuno? No. E la grande maggioranza dei musulmani lo farebbe? Forse una parte molto piccola che, per DNA, genomi e psiche, ha comportamenti insani. Uscirebbe di qui e lo farebbe? Si, lo avrebbe fatto. Ho le mani sporche di sangue? No. Ho ucciso io quest’uomo? No”.

Gli attori affermano ora di essere stati ingaggiati per un film d’avventura che oggi si è trasformato in un incubo.

“Stavamo girando un film su un’epoca risalente a centinaia di anni fa, chiamato Guerrieri del deserto, ed era solo un film su come erano le cose allora”, spiega l’attrice Lee Garcia, “Adesso prego per le famiglie delle vittime, che hanno perso i loro cari e sto pregando perché questa follia finisca”.