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Condanna unanime per l'uccisione dell'ambasciatore Usa in Libia

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Condanna unanime per l'uccisione dell'ambasciatore Usa in Libia

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A iniziare da Barack Obama è unanime la condanna per l’uccisione dell’ambasciatore statunitense in Libia. Christopher Stevens, un funzionario, e due marine sono morti a Bengasi nel corso dell’assalto alla sede di rappresentanza di Washington, che ora rafforza la sicurezza nelle sedi diplomatiche. Le circostanze sono da chiarire. Secondo alcune versioni, vi sarebbero stati due attacchi: oltre a quello all’edificio con granate e armi da fuoco, uno al convoglio sul quale si trovava il console, forse diretto verso un luogo più sicuro.

“Sono quasi certo che chi ha commesso questo attentato è sostenitore di Gheddafi, che ha cercato di trarre vantaggio dalla situazione. Crediamo che sia una reazione all’estradizione di al-Senoussi” – ha detto il vice-ministro dell’Interno libico in riferimento all’ex capo dell’intelligence di Gheddafi.

La sede consolare è stata attaccata e data alle fiamme da manifestanti armati, sembra in segno di protesta contro un film prodotto negli Stati Uniti e giudicato offensivo nei confronti dell’Islam.

Lo stesso che ha provocato una rivolta anche davanti all’ambasciata statunitense a Il Cairo. Secondo altre fonti invece, il legame sarebbe solo indiretto. I manifestanti sarebbero infatti stati al corrente della presenza dell’ambasciatore, arrivato per la nomina del nuovo premier libico prevista oggi.