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Aperti i seggi nei Paesi Bassi per le politiche anticipate

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Aperti i seggi nei Paesi Bassi per le politiche anticipate

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Sullo sfondo della crisi nell’Eurozona, i Paesi Bassi hanno iniziato a votare per le quinte elezioni politiche anticipate in dieci anni. Circa dodici milioni e mezzo di elettori sono chiamati a rinnovare i 150 seggi della camera bassa. La prospettiva è quella di una coalizione – forzata, ma comunque europeista – tra i liberalconservatori del premier uscente Mark Rutte, più inclini al rigore tedesco, e i laburisti di Diedrik Samsom, più vicini alla linea francese della crescita.

Una buona fetta dell’elettorato risulta indecisa e non si possono escludere sorprese. Se però l’esito confermerà il testa a testa dei sondaggi, i due leader saranno costretti a far buon viso a cattivo gioco. “Gli olandesi, e in modo particolare Rutte, hanno sempre spinto la Merkel un po’ a destra – dice l’analista politico Adriaan Schout -. Dopo il voto questo gioco potrebbe un po’ cambiare, ma non tanto perché anche con Samsom, gli olandesi non diventeranno come Hollande. Resteranno dunque molto vicini alla linea Merkel”.

Arginato l’antieuropeismo della destra populista di Geert Wilders – artefice della caduta del governo Rutte, ma ormai relegato nelle retrovie – il Paese deve comunque fare i conti con un po’ di ansia per il futuro: la crisi non è poi così lontana. E con un possibile incremento dello scetticismo degli olandesi verso le misure di salvataggio europeo.