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Il governo palestinese corre ai ripari per arginare la protesta

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Il governo palestinese corre ai ripari per arginare la protesta

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Il governo palestinese annuncia una riduzione del costo del carburante e dell’Iva nel tentativo di calmare la popolazione. Da una settimana la Cisgiordania è teatro di una dura contestazione contro il caro vita, sfociata in scioperi e scontri tra le forze dell’ordine e manifestanti, che chiedono infuriati le dimissioni del premier.

Salam Fayyad corre ai ripari nonostante la grave crisi finanziaria: “Dovremo rinunciare a ogni nuova spesa amministrativa o per i viaggi – ha detto -, in particolare le spese relative al carburante e ai viaggi in ambito ufficiale fino a quando non avremo superato la crisi economica. Dal primo ottobre ridurremo l’Iva al 15 percento, il minimo possibile al momento”.

I manifestanti – principalmente dipendenti pubblici – hanno dimostrato il dissenso anche lanciando scarpe contro l’effige di Fayyad, che accusano di avere aggravato le condizioni economiche della Cisgiordania e che a sua volta si difende invocando un calo nell’aiuto dei Paesi donatori e le restrizioni imposte da Israele. Nonostante i provvedimenti i sindacati annunciano però ulteriori azioni.