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I siriani tra violenze ed emergenza umanitaria

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I siriani tra violenze ed emergenza umanitaria

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Sul fronte siriano, continuano combattimenti e rappresaglie.

Un video amatoriale attesta l’attacco dei ribelli a Deir Ezzor, nell’est del paese. Nel mirino, un edificio nel quale sarebbero asserragliate le forze governative, che dal canto loro rilanciano i bombardamenti.

Nel nord, ad Aleppo, altre immagini mostrano una ventina di soldati fedeli a Bashar al Assad giustiziati per strada, mentre nelle stesse ore a Damasco sarebbero stati i lealisti a uccidere una quarantina di persone.

Per l’Alto commissario Onu per i Diritti Umani, entrambe le parti sono responsabili di abusi.

A farne le spese i civili, che cercano scampo alle frontiere e affrontano un’emergenza umanitaria e sanitaria quotidiana.

“Dobbiamo confrontarci con il colera, la malaria”, spiega un siriano che aspetta di passare il confine turco, “Siamo in un vicolo cieco. Da una parte Bashar al Assad che attacca e bombarda ovunque, d’altra il rischio di malaria, gastroenterite e altre malattie, scorpioni e zanzare”.

E mentre l’inviato speciale delle Nazioni Unite e della Lega Araba Lakhdar Brahimi inizia la sua missione dal Cairo, l’Onu stima a oltre 250 mila i rifugiati. Molti di più, stando a stime ufficiose.