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I Paesi Bassi si preparano a votare in un contesto dominato dalla crisi della Zona Euro. Circa dodici milioni di elettori sono chiamati alle urne nelle elezioni politiche anticipate di domani. Secondo gli ultimi sondaggi dovrebbe uscirne una coalizione europeista – anche se difficile da formare – tra i conservatori del premier uscente Mark Rutte, più inclini al rigore tedesco e i laburisti dell’ex-attivista di Greenpeace Diederik Samsom, più vicini alla linea francese della crescita.

“Ci sono divisioni molto profonde su questi temi – dice Burgoon Brian, professore associato dell’Università di Amsterdam -. Il contesto è quello della crisi economica e di diverse crisi in Europa, da quella dell’Euro a quella del debito sovrano”.

L’Europa osserverà con attenzione l’esito del voto di domani in un Paese che ha spesso anticipato gli umori del Vecchio Continente. Arginato lo spettro di una deriva islamica – che in passato un Geert Wilders ormai fuori dai giochi era riuscito a sfruttare a suo favore – ora ne incombono altri, visto che nemmeno i Paesi Bassi – tra le principali economie europee – non sembrano più essere immuni alla crisi.

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