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Burberry: in calo la stima dell'utile

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Burberry: in calo la stima dell'utile

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Il profit warning di Burberry ha fatto tremare questo martedì tutto il settore del lusso. A Londra il titolo della griffe britannica è crollato del 20.87% dopo che il gruppo ha comunicato che il risultato per l’esercizio 2012-2013 sarà al livello più basso previsto dagli analisti.

Nelle dieci settimane prima dell’8 settembre, cioè in gran parte del secondo trimestre, le vendite di Burberry sono cresciute meno della metà rispetto al trimestre precedente. Periodo in cui i mercati erano già rimasti delusi. La causa è il rallentamento della domanda cinese.

Il numero uno britannico del lusso realizza in effetti più del 37% delle proprie cifre d’affari in Asia, punta di diamante della sua crescita. E proprio questa zona, fino allo scorso marzo, ha permesso al gruppo di rimanere impermeabile alla crisi in America del Nord e in Europa. Certo, con il 7.6% nel secondo trimestre, la crescita cinese fa sempre invidia. Ma è una crescita un po’ più bassa rispetto all’inizio della crisi mondiale nel 2008/2009 e l’affanno della Cina dovrebbe proseguire, con un outlook che per il 2012 è fissato al 7.5%

I timori relativi a un prosciugamento dell’Eldorado cinese questo martedì hanno pesato su tutto il comparto del lusso e soprattutto sul numero uno mondiale, il gruppo francese LVMH, il cui titolo ha perso a Parigi il 3.36%, il calo peggiore del Cac 40.