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Bilancio Ue 2013: continua lo scontro istituzionale. Il Parlamento pensa a crescita e occupazione

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Bilancio Ue 2013: continua lo scontro istituzionale. Il Parlamento pensa a crescita e occupazione

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La battaglia per la definizione del bilancio comunitario del 2013 è arrivata a Strasburgo.

Gli eurodeputati hanno discusso le posizioni dei vari Paesi membri, cercando un punto d’incontro con la Commissione europea a favore di un aumento del 6,8% del budget. Per i 27, austerithy e crisi non concedono aumenti. Ma alcuni deputati avvertono: così si mette a rischio la ripresa dell’Europa.

Eider Gardiazàbal, eurodeputata spagnola del Gruppo Alleanza progressista dei socialisti democratici afferma:“Durante il summit europeo di Giugno, appena pochi mesi fa, il Consiglio ha affermato la necessità di arrivare a un accordo per la crescita e l’occupazione. Poi, appena due giorni dopo, ci hanno presentato una proposta di bilancio piena di tagli in ogni settore. Il Parlamento intende essere fedeli ai suoi impegni, per questo ha intenzione di reinserire il denaro dove è stato tolto”.

Con i tagli al bilancio, però, l’Unione europea rischia anche di venir meno a molti degli impegni presi in alcuni settori fondamentali dell’attività economica. Come spiega Giovanni La Via del Partito popolare europeo:“Abbiamo preso grandi impegni come Unione europea negli anni passati, sotto la spinta degli stati membri, e oggi è necessario completare i programmi dando luogo ai pagamenti. Ci sono 207 miliardi di euro di “reste à liquider”, cioè di risorse che sono state impegnate ma che devono essere pagate. Oggi abbiamo la necessità di liquidare questi conti e per questo richiediamo stanziamenti di pagamento agli stati membri”.

La prima lettura del Parlamento europeo sul bilancio 2013 è prevista a Ottobre. In caso di mancato accordo verrà costituito un comitato di conciliazione tra Parlamento e Consiglio per la messa a punto di un progetto comune.