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Strage sulle Alpi francesi: nessun materiale pericoloso nella casa della famiglia al-Hilli

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Strage sulle Alpi francesi: nessun materiale pericoloso nella casa della famiglia al-Hilli

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Gli artificieri non hanno trovato alcun oggetto pericoloso nella casa del Surrey della famiglia al-Hilli, vittima della strage sulle Alpi francesi. La polizia aveva isolato l’abitazione di Claygate dopo il ritrovamento di materiale sospetto. Le indagini sembrano ora rivelare la presenza di un solo killer e di una sola arma utilizzata per il massacro in Alta Savoia, dove la famiglia di origine irachena si era recata per trascorrere le vacanze vicino al Lago di Annecy.

A quella di una presunta lite tra fratelli per un’ingente eredità, si aggiungono altre ipotesi. Ogni pista è aperta per decifrare la strage che ha ucciso Saad al-Hilli – il cui ultimo impiego era stato alla Surrey Satellite Technology, una filiale del gruppo EADS specializzata nella realizzazione di micro satelliti – la moglie Iqbal e sua madre e un ciclista francese di passaggio.

“Se questo è crimine organizzato – dice l’analista Sally Leivesley -, allora si deve considerare il terrorismo sponsorizzato dallo stato. In passato abbiamo avuto casi – ad esempio l’Iran – di collegamenti al crimine organizzato. In questi casi gli stati possono negare. Tuttavia le opzioni sono davvero moltissime, ci troviamo di fronte – forse – a 20 o 30 versioni in questo caso”.

Intanto Zainab, 7 anni, la più grande delle figlie della coppia uccisa è stata fatta uscire dal coma. Sopravvissuta insieme alla sorellina, è testimone chiave di quanto avvenuto a Chevaline, e sarà ascoltata non appena le sue condizioni lo consentiranno.