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Kosovo: la fine del controllo internazionale

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Kosovo: la fine del controllo internazionale

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Fine del controllo internazionale che ha guidato i primi anni dell’indipendenza, il Kosovo passa alla piena sovranità.

Si scioglie quindi il Gruppo internazionale di orientamento e chiude anche l’Ufficio civile entro dicembre, ma sul posto restano 7 mila uomini Nato ed europei per prevenire eventuali violenze.

Il premier kosovaro Hashim Thaçi, ex capo della guerriglia contro i serbi, ha salutato la fine della missione come un atto di fiducia, una conclusione resa possibile dagli emendamenti costituzionali votati dal parlamento kosovaro.

Ma il mandato, secondo l’Ufficio civile internazionale, non è completo: lo stato di diritto non tocca la minoranza serba del nord che dal 2008 non riconosce l’indipendenza dell’ex provincia serba.

Una reticenza condivisa anche a Belgrado, dal governo come dai residenti:

“Credo che vogliano allontanare il Kosovo da noi”, commenta un’abitante di Belgrado, Sofijana Djurdjevic, “ma credo che possiamo ancora continuare a lottare e tenerlo come è adesso.”.

La Serbia intanto lancia anche nuove accuse sull’annosa vicenda del traffico di organi umani, messo in atto secondo Belgrado dagli indipendentisti albanesi dell’Uck ai danni dei prigionieri serbi durante il conflitto degli anni novanta.