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Iraq: possibile legame tra gli attentati e la condanna a morte del vicepresidente

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Iraq: possibile legame tra gli attentati e la condanna a morte del vicepresidente

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L’ondata di attentati che ieri ha colpito molte città irachene, causando oltre 100 morti e centinaia di feriti, potrebbe essere collegata alla sentenza emessa nelle stesse ore contro il vice-presidente Tarek al Hashemi.

L’esponente sunnita, accusato di aver organizzato ‘squadroni della morte’, è stato condannato in contumacia alla pena capitale, in particolare per l’uccisione di un generale e di un avvocato.

“Se è una sentenza giusta e se non dipende da interessi politici o di altro tipo – ritiene questo abitante di Baghdad -, è una sentenza coraggiosa. Se è colpevole di omicidio e di terrorismo, merta di essere impiccato. Ma bisogna anche chiedersi quante persone in Iraq sono criminali e sono ancora al potere.”

Hashemi, oppositore del premier sciita Nuri al Maliki, è ricercato dall’Interpol su richiesta irachena, ma ha trovato protezione in Turchia. I suoi legali considerano “politica” la sentenza.

Gli attentati hanno colpito una decina di città in tutto il Paese. A Baghdad, uno degli attacchi più sanguinosi è avvenuto nel quartiere sciita di Sadr City.