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Il vicepresidente iracheno in fuga denuncia la condanna a morte

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Il vicepresidente iracheno in fuga denuncia la condanna a morte

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“Non torno in patria, è una sentenza politica”. Il vice presidente iracheno Tareq al-Hashemi, fuggito in Turchia e accusato di aver organizzato squadroni della morte, denuncia la condanna alla pena capitale, emessa da Baghdad in contumacia.

“Ieri il primo ministro Maliki e la sua magistratura hanno concluso l’ultima fase della teatrale campagna contro di me”, ha commentato Tareq al-Hashemi “usando un tribunale -fantoccio appositamente istituito. Respingo completamente e non riconoscerò mai un verdetto sleale, ingiusto e politicamente motivato”.

L’esponente sunnita esorta gli iracheni a opporsi al premier sciita Nuri al-Maliki, che a suo dire fomenta le violenze.

“Non credo che a breve il verdetto contro Tareq al-Hashemi serva al popolo”, dice il residente Fakher Hmood, “Sono contro il terrorismo e il crimine ma non credo che questa decisione sia davvero nell’interesse del popolo”.

Una serie di attacchi ha colpito sabato diverse città irachene, tra cui Baghdad: cento i morti e centinaia i feriti, per lo più sciiti. E nelle ultime ore, 18 persone dell’entourage di Hashemi sono state arrestate per gli attentati di Nassiriya.